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Mastodinia: quando il dolore al seno influisce sulla vita quotidiana
La mastodinia, comunemente nota come dolore mammario, è una condizione molto diffusa tra le donne e può avere diverse cause e manifestazioni. Secondo il dottor Federico Frusone, chirurgo senologo di Roma, «la mastodinia o anche dolore mammario, viene definita come una sensazione dolorosa o fastidiosa a carico del seno, che è una condizione estremamente frequente.» Si stima che più o meno il settanta percento di tutte le donne abbia avuto nella loro vita almeno un episodio di mastodinia.
Diagnosi e differenze della mastodinia
La diagnosi della mastodinia si basa su un approccio clinico che comprende anamnesi, visita senologica e indagini strumentali. «Gli esami che vengono più utilizzati per inquadrare meglio una mastodinia sono inizialmente la visita senologica, quindi la palpazione e tutta la parte di anamnesi che è fondamentale per due motivi: primo per distinguere i due tipi fondamentali di mastodinia, sia anche per capire quelle che possono essere le cause fondamentali che possono portare alla mastodinia».
Gli esami diagnostici includono l’ecografia mammaria, specialmente nelle donne più giovani, e la mammografia nelle donne sopra i 40 anni. Inoltre, possono essere effettuati esami del sangue e microbiologici per escludere eventuali cause ormonali o infettive.
Tipologie di mastodinia: ciclica e non ciclica

La mastodinia si distingue in due principali categorie: ciclica e non ciclica.
«La mastodinia ciclica è quella che colpisce soprattutto, le donne diciamo dai diciotto ai quarant’anni, quindi prima della menopausa ed è viene in realtà molto accettata anche con consapevolezza dalle pazienti perché è quella più frequente, colpisce tra la fase ovulatoria e il ciclo mestruale, quindi è molto correlata alle variazioni ormonali fisiologiche che ha la mammella durante durante il ciclo mestruale.»
Diversamente, «La mastodinia non ciclica, invece, è più complicata da inquadrare perché è una somma di varie condizioni che di solito colpiscono donne un pochino più in là con la vita. Quindi dai quarant’anni in su, perché è un tipo di dolore che spesso colpisce una mammella sola.» aggiunge il dottore.
Fattori scatenanti e influenze ambientali
Le cause della mastodinia non ciclica possono essere molteplici, tra cui infezioni, traumi o fattori legati allo stile di vita. «La prima cosa da fare, ovviamente, è escludere una mastite puerperale nelle donne in gravidanza e allattamento. Tolta questa c’è tutto il grande capitolo dovuto per altri fattori, bisogna escludere un traumatismo che può essere anche banale, anche se si fanno sport un pochino più violenti.»

Un altro fattore significativo è l’uso di un reggiseno non adeguato, in particolare nelle donne in post-menopausa «Questo anche soprattutto nelle donne dai quarant’anni in su, perché in post-menopausa il seno cambia, sia la forma e le dimensioni» in cui il seno subisce cambiamenti strutturali. Secondo il dottore anche lo stress e fattori ambientali possono influenzare l’intensità del dolore: «Infatti molte pubblicazioni sostengono che anche uno stress mentale, soprattutto sul posto del lavoro, può portare poi a una condizione di fastidio.» Il dottor Frusone ricorda che è sempre importante «fare altre analisi per escludere una patologia tumorale che nella maggior parte dei casi non porta dolore.»
Implicazioni sulla qualità della vita
Il dolore mammario può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana delle donne. «Le ripercussioni principali della mastodinia sono soprattutto sulla vita lavorativa e la vita personale, anche perché il dolore mammario, visto che si tratta di un organo sessuale secondario, viene spesso vissuto con vergogna o con colpa.»
Frusone aggiunge: «La mastodinia viene vista come qualcosa che ci deve essere soprattutto nella forma ciclica – NDR associata ai dolori del ciclo mestruale – porta a tutta una serie di meccanismi di difesa per nascondere questo dolore.».
L’impatto psicologico e sulla vita di coppia
La mastodinia viene spesso associata a uno stress consapevole che deriva dal fatto di « sapere che ogni mese ci saranno dei giorni in cui si sa che si avrà questo dolore che può andare avanti anche per per una o due settimane». Anche il dialogo è importante soprattutto nelle coppie, sottolinea Frusone «spesso si tende a nascondere questi dolori per evitare di dare un fastidio alla/al partner, spesso nelle coppie in cui non si parla molto e, porta a una serie di meccanismi in cui si tende a nascondersi anche socialmente.»
Spesso questa condizione può portare a un senso di isolamento sociale e disagio emotivo: «Un circolo vizioso che il medico deve saper identificare e interrompere, proprio perché è quello uno dei meccanismi principali da cui si parte proprio per arrivare a un trattamento.» conclude Frusone.
